{"id":11141,"date":"2014-09-27T23:57:17","date_gmt":"2014-09-27T21:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=11141"},"modified":"2014-09-27T23:59:52","modified_gmt":"2014-09-27T21:59:52","slug":"gressani-il-numero-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2014.carnico.it\/blog\/2014\/09\/27\/gressani-il-numero-1\/","title":{"rendered":"GRESSANI IL NUMERO 1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"\/\/www.carnico.it\/blog\/2014\/09\/27\/gressani-il-numero-1\/20140927_194329\/\" rel=\"attachment wp-att-11142\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11142 aligncenter\" src=\"\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140927_194329.jpg\" alt=\"20140927_194329\" width=\"519\" height=\"389\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo striscione che i tifosi gli hanno dedicato per ringraziarlo \u00e8 l\u00ec, a fianco della porta verso il chiosco. Non sappiamo se la scelta di metterlo in quel punto sia stata casuale. Di certo quella porta, per Massimo Gressani, ha un fascino ed un significato particolare. <!--more-->Il perch\u00e9 ce lo facciamo dire da lui: \u00abDietro quella porta mi mettevo da ragazzino per studiare da vicino i movimenti, i gesti e tutto quello che facevano i portieri\u00bb dice Massimo, alla penultima (ultima in casa) partita in casa della sua carriera<br \/>\nEvidentemente sei stato un buon osservatore, gli facciamo notare, vista la straordinaria storia che poi ha vissuto. Trenta anni di vittorie, premi, apprezzamenti, soddisfazioni ed una credibilit\u00e0 sia da uomo che da calciatore.<br \/>\n\u00abCredo di aver sempre dato il massimo e di averlo fatto con tutto l\u2019impegno possibile. Una carriera si costruisce non solo sulle grandi parate, ma anche con la seriet\u00e0 e con la voglia di migliorarsi, sacrificando, a volte, anche qualcosa di s\u00e9 stessi\u00bb.<br \/>\nQuello che non sembrano disposti a fare tanti giovani protagonisti del Carnico attuale. E tu proprio questo hai sottolineato di recente \u2026<br \/>\n\u00abIo credo che ognuno si libero di affrontare gli impegni come meglio crede, nella maniera che gli sembra pi\u00f9 giusta. Io non critico nessuno, n\u00e9 voglio fare moralismo: dico solo che io la vedo cos\u00ec\u00bb.<br \/>\nMa se per 30 anni sei stato uno dei protagonisti di questo ambiente, evidentemente \u00e8 un modo giusto di vedere le cose. Non \u00e8 che tra i motivi della tua scelta ci sia anche un po\u2019 di delusione per questa poca seriet\u00e0?<br \/>\n\u00abDiciamo che per uno che ha interpretato la vicenda agonistica per come l\u2019ho interpretata io non fa piacere un certo tipo di atteggiamento. Il motivo che per\u00f2 mi ha spinto verso questa decisione \u00e8 che dopo tanti anni sono un po\u2019 stanco. Fisicamente sono a posto, anzi credo che quella che sta terminando sia stata una delle mie stagioni migliori\u00bb.<br \/>\nE allora perch\u00e9 devi riporre i guanti?<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 \u00e8 giusto lasciare da protagonisti, in modo che tutti conservino di te un buon ricordo. Che senso ha mollare quando non ce la fai pi\u00f9 e dare di te un\u2019immagine in qualche modo distorta, offuscata: \u00e8 un questione di dignit\u00e0, tutto qui\u00bb.<br \/>\nCi sono stati momenti brutti nella tua carriera?<br \/>\n\u00abSe parliamo di risultati non saprei dire: vittorie e sconfitte fanno parte del gioco e quindi si susseguono senza darti il modo di poterli fermare nella memoria. I momenti brutti sono stati tutti quelli in cui mi \u00e8 toccato assistere ai gravi infortuni subiti dai miei compagni e dai miei avversari. L\u2019infortunio di Valerio Sandri a Cavazzo, quest\u2019anno, ce l\u2019ho ancora davanti agli occhi\u00bb.<br \/>\nMa ci sar\u00e0 stato un momento, in tutti questi anni, che conservi pi\u00f9 gelosamente nel tuo libro dei ricordi?<br \/>\n\u00abIn effetti uno c\u2019\u00e8: la finale di Coppa Carnia vinta ai rigori contro il Real, con una mia parata decisiva per la vittoria. E il bello \u00e8 che il rigore decisivo lo parai a Luca Berti, uno che ora gioca nel Villa: senza saperlo, insomma, avevo vinto il primo derby \u2026\u00bb.<br \/>\nA chi ti senti di dire grazie?<br \/>\n\u00abA tante persone, tutte quelle che hanno creduto in me e a tutti i miei allenatori, perch\u00e9 da ognuno di loro ho imparato qualcosa. Se devo fare dei nomi, per\u00f2, non posso non ricordare quelli che considero i miei maestri e cio\u00e8 Zagaria, Forgione, Canci e Leonardo Cortiula\u00bb.<br \/>\nE gli attaccanti che pi\u00f9 ti hanno impensierito?<br \/>\n\u00abPremesso che ho sempre avuto molto rispetto per tutti, credo che i pi\u00f9 temibili siano stati Vidoni, Granzotti, Moro e Radina: ognuno con le loro caratteristiche ma con in comune la capacit\u00e0 innata di \u201cvedere\u201d la porta\u00bb.<br \/>\nE c\u2019\u00e8 tra i giovani quello che potrebbe essere il tuo erede?<br \/>\n\u00abSegnatevi questo nome: Manuel Ferrari\u00bb.<br \/>\nCosa dire, Massimo. Per me sei stato il miglior portiere che ho visto giocare nel Carnico, ma di te ho sempre apprezzato il buon senso, la misura, quel dare alle cose il peso che meritano e mai una polemica, mai un gesto sopra le righe. Ci sono tanti modi di essere un numero uno e tu li hai interpretati tutti. Il Carnico perde un protagonista ed una persona per bene, mica poco. Chiss\u00e0, potresti anche ripensarci \u2026 Magari pedalando (la tua nuova, grande passione) passerai vicino ad un campo sportivo e ti fermerai a guardare una porta. E che fai, mica puoi lasciarla l\u00ec, indifesa. Ciao, Massimo e grazie di tutto: raccontare o scrivere delle tue parate \u00e8 stato un privilegio, almeno per me, Anzi, sai cosa ti dico: che se ci ripensi facciamo un\u2019altra intervista. Cosa dici?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo striscione che i tifosi gli hanno dedicato per ringraziarlo \u00e8 l\u00ec, a fianco della porta verso il chiosco. Non sappiamo se la scelta di metterlo in quel punto sia stata casuale. 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