{"id":9765,"date":"2013-10-08T15:15:45","date_gmt":"2013-10-08T13:15:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=9765"},"modified":"2013-10-10T22:02:27","modified_gmt":"2013-10-10T20:02:27","slug":"uno-scudetto-per-due","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2014.carnico.it\/blog\/2013\/10\/08\/uno-scudetto-per-due\/","title":{"rendered":"UNO SCUDETTO PER DUE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9766\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"\/\/www.carnico.it\/blog\/2013\/10\/08\/uno-scudetto-per-due\/petisso\/\" rel=\"attachment wp-att-9766\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9766\" class=\"size-medium wp-image-9766\" alt=\"Il pianto scudetto di Luciano Candoni \" src=\"\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/petisso-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/2014.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/petisso-300x199.jpg 300w, https:\/\/2014.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/petisso-450x298.jpg 450w, https:\/\/2014.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/petisso-630x418.jpg 630w, https:\/\/2014.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/petisso.jpg 723w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9766\" class=\"wp-caption-text\">Il pianto scudetto di Luciano Candoni<\/p><\/div>\n<p>Nell\u2019albo d\u2019oro lo scudetto 2013 lo ha vinto il Cedarchis, perch\u00e9 il calcio si ciba di numeri ed i numeri questo dicono: nono titolo ai giallorossi. Per\u00f2, ogni tanto, il calcio bisogna saperlo vivere anche senza la fredda rigidit\u00e0 aritmetica ed allora ho pensato che forse, per una volta, sarebbe bello poter dire che questo del 2013 \u00e8 uno scudetto per due.<br \/>\nLo \u00e8 nella forma e nella sostanza per Luciano Candoni, chiamato al capezzale del suo \u201cCeda\u201d malato di una malattia misteriosa, senza sintomi, \u00e8 vero, ma tremendamente fastidiosa. Il suo predecessore Fornasarig, in fondo, aveva perso solo una partita in campionato e la decisone di risolvere il rapporto col tecnico friulano aveva destato qualche perplessit\u00e0. <!--more-->Evidentemente, un\u2019\u2026 ecografia interna alla squadra aveva detto che c\u2019era qualcosa che non andava. Chiss\u00e0, in una squadra mosaico con tanta gente proveniente da fuori, forse c\u2019era bisogno di una dose pi\u00f9 robusta di \u201ccedarchinit\u00e0\u201d. Quelle piccole dosi fornite da Granzotti erano insufficienti a trasmettere l\u2019adrenalina necessaria per risvegliare la pantera sonnacchiosa. Eccolo allora l\u2019uomo giusto: e chi, se non il \u201cPetisso\u201d che conosce il Cedarchis come le sue tasche? Gli hanno affidato le chiavi di una macchina che va da sola (dicono gli avversari) ma allora perch\u00e9 prima di lui non andava? Nel calcio, spesso, dietro i numeri freddi ci sono logiche che sfuggono alla logica. Insomma, se una macchina va da sola che bisogno c\u2019\u00e8 del pilota? Beh, andate a chiederlo a Fornasarig \u2026 Luciano \u00e8 arrivato, con il suo pragmatismo, la sua profonda conoscenza di calcio carnico e di Cedarchis e non ha fatto rivoluzioni. Ha preso i suoi ragazzi uno ad uno, guardandoli negli occhi e forse la prima volta che \u00e8 arrivato in tuta all\u2019allenamento, invece di parlare di 4-4-2 ha detto semplicemente loro: <em>\u201cFruts, noi sin il Cedarchis!\u201d<\/em>. Le parole giuste, probabilmente, per risvegliare orgoglio ferito e voglie nascoste. E ascoltando le interviste del dopo partita, dove il concetto \u00e8 stato ribadito, probabilmente avr\u00e0 anche detto che il Cedarchis (come tutti quelli che vincono tanto) sta sulle palle a tutti, creando quella \u201csindrome da accerchiamento\u201d che ti d\u00e0 il coraggio di sfidare il mondo intero. Un piccolo capolavoro, con un occhio agli equilibri tattici ed un altro ai risvolti della mente che a volte percorrono percorsi davvero molto accidentati. La splendida foto di Bruno Tavosanis che lo ritrae da solo in panchina, mentre piange, \u00e8 l\u2019immagine della solitudine che a volte impone il ruolo: siccome quando perde un mister \u00e8 sempre da solo, c\u2019\u00e8 un momento, magari uno solo, in cui la vittoria non si vuole dividere con nessuno.<br \/>\nMa, qualche chilometro pi\u00f9 a sud, anche Fausto Barburini ha vinto il suo scudetto. E vincerlo perdendo \u00e8 impresa da grandi uomini. Perch\u00e9 Fausto Barburini \u00e8 un grande, grandissimo uomo. Elegante nel tratto e nell\u2019immagine, permaloso ma corretto, misurato e sempre in perfetta armonia con il ruolo dell\u2019allenatore che cura i dettagli anche dell\u2019immagine. Che non \u00e8 un vezzo, ma un modo di essere e di interpretare tutti i ruoli della vita con la stessa faccia. Io odio i luoghi comuni e automaticamente mi schiero dalla parte di chi in qualche modo ne \u00e8 vittima: Barburini \u00e8 un perdente, uno che non vincer\u00e0 mai, dicono nell\u2019ambiente. Cazzate (scusate l\u2019espressione!): Fausto Barburini \u00e8 uno che vince. Ogni anno. Per come lavora, per come si pone, per i ricordi che lascia in ogni squadra ed in ogni ambiente che frequenta. Due giorni dopo la sconfitta di Ovaro, in una lunga telefonata, mi spiegava che perdere uno scudetto che sembrava vinto gli scocciava non tanto per lui, ma per quei ragazzi meravigliosi che si erano sacrificati per quasi un anno. Quei ragazzi il cui rendimento \u00e8 riuscito a far impennare, migliorando la classifica della scorsa stagione di ben 32 punti, mica bruscolini! Anche Fausto \u00e8 rimasto solo, alla fine, ma non sulla panchina: si \u00e8 alzato ed accendendosi l\u2019ennesima sigaretta di un pomeriggio \u2026 infausto (il nome del mister non \u00e8 scritto nel destino \u2026) si \u00e8 incamminato sull\u2019erba del campo di Imponzo verso nord, verso Arta. Chiss\u00e0 se gli sar\u00e0 venuta mai la tentazione di andarselo a prendere materialmente quello scudetto a lungo accarezzato&#8230; Poi si \u00e8 fermato ed \u00e8 tornato verso i suoi ragazzi, verso ognuno dei quali ha avuto un gesto, una carezza, una pacca sulla spalla. Elegante, col suo maglioncino \u201cFred Perry\u201d, \u00e8 rimasto l\u00ec a fumare ancora una sigaretta e a contare i rimpianti, chiedendosi cento volte le stesse cose. Adesso, sono in molti in Carnia a dire\u201dMi dispiace per Barburini \u2026\u201d. Cazzate (ops, scusate ancora l\u2019espressione). Barburini ancora una volta non ha vinto? Va bene, capita, succede, ma in quella frase, in quel \u201cMi dispiace per Barburini\u201d c\u2019\u00e8 il senso profondo di una vittoria: quella che non \u00e8 scritta nelle statistiche ma nella stima generale che uno riesce a costruirsi. Ed in questa classifica, Fausto vince per distacco \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019albo d\u2019oro lo scudetto 2013 lo ha vinto il Cedarchis, perch\u00e9 il calcio si ciba di numeri ed i numeri questo dicono: nono titolo ai giallorossi. 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