di Bruno Tavosanis - lunedì 11 Luglio 2011 [Varie]

Molto spesso, andando sui campi, mi ritrovo ad ascoltare interpretazioni del regolamento come minimo pittoresche. Del resto uno dei problemi del mondo del calcio, anche e soprattutto quello dei “grandi”, è che pochi conoscono le regole o si aggiornano: mi riferisco in particolare a dirigenti, giocatori e appassionati. Così ti capita di ascoltare insulti all’arbitro di tutti i tipi, dentro e fuori dal campo, anche quando il direttore di gara ha interpretato perfettamente la situazione.
Alcuni casi classici di discussioni inutili:
FUORIGIOCO – Il concetto di fuorigioco passivo è sconosciuto ai più. Se un giocatore si disinteressa dell’azione, la sua posizione è ininfluente. A proposito: ho sentito personalmente qualche calciatore chiamare il fuorigioco sulla rimessa laterale…
MANI – Il fallo di mano volontario non comporta l’automatica ammonizione, che arriva solo se viene interrotta un’azione potenzialmente pericolosa. Per capirci, se siamo a metà campo con difesa schierata non c’è il giallo, a meno che il gesto non sia plateale (tipo una parata).
DUE CONTRO UNO – Semplicemente questa regola non esiste, nonostante continui a essere citata. Il raddoppio di marcatura è perfettamente regolare. Poi se arriva un tackle falloso, questo è un altro discorso.
FALLO DA ULTIMO UOMO – L’espulsione non è automatica, lo è solamente se il fallo impedisce una chiara occasione da gol. Cosa che succede nella maggior parte dei casi, ma non sempre (grazie a Giulio Fornasiere per il suggerimento). 
PASSAGGIO AL PORTIERE – Racconto quanto accaduto ieri in Real-Moggese: Graziano Morassi (mi pare) tocca con il ginocchio per il portiere De Giudici, che blocca con le mani. Dalla successiva azione nascerà poi il gol vittoria del Real. Ebbene, la brava “arbitra” Vania Cordenons ne ha sentite di tutti i colori da giocatori, dirigenti e tifosi moggesi, anche se aveva ragione: il regolamento (Regola 12- Infrazioni commesse dal portiere) recita testualmente che il portiere commette un’infrazione “se tocca il pallone con le mani dopo che quest’ultimo è stato CALCIATO volontariamente verso di lui da un compagno”. Ecco, la parola “calciato” è fondamentale: si può calciare solo con i piedi (la definizione di “calciare” del Devoto Oli è infatti “tirare con i piedi”), quindi con testa, petto, coscia, schiena e ginocchio il portiere può essere servito. Non si può, invece, fare i furbi: cioè alzarsi il pallone e servirlo poi di testa al portiere, oppure farsi passare il pallone dal compagno con la chiara intenzione di consegnarlo poi al proprio numero uno.
Si tratta di un caso non molto comune, ma la conoscenza dello stesso avrebbe evitato alla signora Cordenons l’invito ad andare a casa a far da mangiare (uno dei tanti luoghi comuni che nell’ipermaschilista calcio non scompaiono mai).

Queste mie righe sono quindi un invito a dare un’occhiata, anche veloce, al “Regolamento del Giuoco del Calcio” (il link è http://www.aia-figc.it/download/regolamenti/reg_2009.pdf); si potrà così seguire più serenamente una partita, evitando polemiche, arrabbiature, insulti ed accuse infondate ai direttori di gara. O no?

Bruno TAVOSANIS


18 commenti a “IL REGOLAMENTO, QUESTO SCONOSCIUTO”

  1. Daniele Candido ha scritto:

    Hai proprio ragione Bruno e grazie per l’indicazione fornitaci, sarà sicuramente utile!!!
    A volte noi giocatori, tendiamo ad interpretare il regolamento a nostro comodo “vantaggio” o peggio ancora, per giustificare una sconfitta o un errore di gioco, diamo le colpe ad un’errata decisione arbitrale…questo perché, siamo noi stessi che “ignoriamo” le basilari regole del giuoco.
    Pertanto, al fine di evitare spiacevoli ed inutili discussioni e proteste, per tutti noi a volte “ignoranti del regolamento”, basterebbe che l’arbitro (come spesso mi capita di notare), abbia un rapporto con i giocatori in campo comunicativo, nel senso, di motivare una sua decisione apparentemente discutibile, sarebbe acettata senza polemiche.
    Questo sarebbe un altro bel modo per apprendere sul campo il regolamento.
    Daniele Candido

  2. jo ha scritto:

    Grande!!…troppa gente urla e insulta senza sapere!

  3. Francesco Brollo ha scritto:

    “A proposito: ho sentito personalmente qualche calciatore chiamare il fuorigioco sulla rimessa laterale…” robe da Juan Guillermo Cuadrado Bello.

  4. Giulio Fornasiere ha scritto:

    Mi permetto di aggiungere un’altra topica frequente: quella del “fallo da ultimo uomo”, regola citata in luogo della chiara occasione da goal…

  5. walter bugliani ha scritto:

    ..quella dell’ignoranza del regolamento (sia in campo che sugli spalti…) è purtroppo una “legge” che vige da tempo immemore, ne ero “malato” sia da giocatore(scarso) che da tifoso (sfegatato..da giovane..), ma alcuni anni fa mi è bastato arbitrare un paio di amichevoli per capire cosa vuol dire prendere decisioni discutibili(nel senso che entrambi i contendenti le discutevano) e soprattutto cosa vuol dire dover interagire con giocatori e dirigenti che pretendono di sapere tutto e, ahimè, di avere sempre la ragione dalla loro.
    Fermo restando che ci sono effettivamente degli arbitri antipatici e indisponenti, la lezione mi è servita per “limitare” di molto giudizi spesso affrettati e non obbiettivi.

  6. Roberto Pirioni ha scritto:

    Domenica ero presente ad Amaro per assistere alla partita Real-Moggese e per l’appunto,
    anch’io sono rimasto sorpreso dall’atteggiamento da parte dei tifosi della Moggese in seguito
    al presunto irregolare retro passaggio di ginocchio verso le mani del portiere De Giudici.
    Peccato che molte volte parte del pubblico sia sprovveduto di conoscenza delle regole del
    Calcio, l’articolo 12 molto chiaramente sopra descritto spiega ogni dubbio e/o controversia.
    Se i tifosi facessero tesoro di queste opportunità di ampliare il loro sapere calcistico e di
    approfondire le casistiche sul gioco del calcio si risparmierebbero inutili insulti nei confronti
    dei direttori di gara e sconvenevoli epiteti verso i tifosi avversari.
    Lato positivo della questione: Fortunatamente certi episodi accadono in partite ove sono
    impegnate le cosiddette “Big” e la cassa di risonanza e’ molto più ampia, ciò favorisce la
    buona e giusta, come in questo caso, informazione. Evviva il Carnico!
    Roberto Pirioni (Lovaria)

  7. Marco ha scritto:

    Bravo Bruno.
    La tua idea potrebbe anche diventare un’interessante rubrica settimanale sugli strafalcioni dei tifosi.
    Ad Amaro, al momento del “retropassaggio” del “Gra” a De Giudici c’ero anch’io.
    Per lo spettatore al mio fianco (che peraltro mi sembrava del tutto neutrale alla contesa in campo) la circostanza andava addirittura punita (a termini di regolamento) con un calcio di rigore!!!!!!!.
    Saluti e complimenti.

  8. toni ha scritto:

    Molte volte sono gli allenatori stessi a non sapere e quindi formare i propri giocatori, figuriamoci i dirigenti e i tifosi focosi…

  9. alberto ha scritto:

    Qualche settimana fa mi è toccato vedere un fuorigioco fischiato da rimessa laterale…in un altra occasione il direttore di gara, per qualche ignota ragione,volgeva bellamente la schiena all’azione di gioco non curandosi di una clamorosa parata(di un centrocampista) e l’elenco di strafalcioni potrebbe continuare… non concordo con chi porta avanti teorie del complotto, ma penso anche che il pubblico in quanto tale possa permettersi di ignorare qualche norma del regolamento, mentre chi la partita la deve condurre non può nascondere dietro una frequente(e ingiustificata) arroganza la propria ignoranza in materia.Credo che spesso il problema sia l’incapacità di qualche direttore di gara di gestire la partita piuttosto che un misterioso complotto contro l’una o l’altra formazione.

  10. Gianluca ha scritto:

    Per quanto riguarda il fuorigioco chiesto su un fallo laterale, è capitato anche ad un mio amico l’anno scorso. Si era sul finire della partita, e evidentemente la stanchezza cominciava a farsi sentire, anche perché la persona in questione calca i campi di calcio del friuli da 30 anni, e il regolamento non gli era certo sconosciuto. Non che questo gli abbia evitato di essere sfottuto adeguatamente, comunque… 😀

    Ricordo anche che qualche anno fa un mio compagno di squadra protestò in occasione di un fuorigioco passivo, sostenendo che il regolamento non fosse come lo conosceva l’arbitro. Ovviamente esagerò nei modi, e l’arbitro lo ammonì. A fine partita, però, l’arbitro, denotando una certa umiltà, andò a leggersi il regolamento, e scoprendo che aveva ragione il mio compagno di squadra, gli disse che non avrebbe messo a referto l’ammonizione, in quanto provocata da una sua decisione errata.

    Comunque, una rinfrescata di tanto in tanto non può fare che bene, anche perché le regole cambiano spesso, più di quanto non si creda.

  11. Stefano Molin ha scritto:

    Che qualche tifoso non sia aggiornato sul regolamento, penso sia normale, specie per i più anziani… I giocatori, da quanto vedo ogni week-end, sono piuttosto preparati, piuttosto ci sono certi arbitri che si avventurano spesso in fantasiose interpretazioni…

  12. Davide ha scritto:

    Il 2 contro uno, mi fa incazzare ogni volta che lo chiamano! una rabbia!

  13. Simone Fornasiere ha scritto:

    Molte volte nei campi si sente parlare anche della regola del vantaggio…in realtà quella del vantaggio non è nessuna delle regole presenti nel regolamento ma solamente una norma (forse dettata più dal buon senso che altro) che l’arbitro può applicare nel caso la squadra in possesso di palla ne tragga appunto vantaggio…..per cui, in caso di non concessione della norma del vantaggio, credo ci sia ben poco di cui lamentarsi…. se non, appunto, per il susseguirsi importante dell’azione…..ma a livello di occasione vera e propria e basta.
    @Gianluca: credo che, in occasione dell’ammonizione non segnata sul referto a carico del tuo amico, l’umiltà dell’arbitro sia stata davvero importante e da apprezzare, ma visto che comunque c’è un regolamento da rispettare, non sia stata proprio una decisione correttissima quella di non riportare il tutto a referto….. secondo il mio umile parere il solo fatto che l’arbitro, regolamento in mano, abbia ammesso il suo errore è stato un gesto bellissimo che vorremmo vedere o sentire ogni domenica…. ma che doveva concludersi li…..

  14. Maurizio Mesaglio ha scritto:

    per Simone, post n.13- non è una regola ” diretta “. alla regola 5, che verte sull’arbitro, fra i poteri vi è quello di non infliggere la punizione se ritiene che, facendolo, avvantaggerebbe chi ha commesso il fallo, salvo poi ritornare sulla decisione, se nell’immediatezza non si concretizza il vantaggio stesso. Devo dire che una corretta e continua applicazione del vantaggio, porta all’arbitro una valutazione elevata da parte degli organi tecnici.

  15. Maurizio Mesaglio ha scritto:

    Dimenticavo…. restano, ovviamente, immutati eventuali provvedimenti disciplinari se si tratta di gioco violento o pericoloso… se invece si tratta di fallo di mano che avrebbe potuto evitare una rete, senza riuscirvi, dall’espulsione si passa all’ammonizione.

  16. Jacopo "Panda" ha scritto:

    ahahahah c’è ancora chi chiama il 2 contro 1???

  17. presta ha scritto:

    Due contro uno possono mettere il piede sul pallone in contemporanea? Possono saltare in contemporanea due contro uno?per quanto riguarda il fallo di mano la regola e cambiata non deve spezzare per forza una trama di gioco come prima ma anche se unofa un pallonetto e la riprende lo stesso il calciatore che lo prende di mano va ammonito!attento risposta grazie

  18. federico ha scritto:

    Vorrei fare una riflessione sulla regola della chiara occasione da gol:regola che è stata introdotta (giustamente)per punire un fallo volontario dell’ultimo difensore nei confronti di un avversario lanciato a rete (con l’espulsione, si bilancia il vantaggio che detto difensore ha ottenuto ,il solo fallo fischiato contro in questo caso sarebbe insufficiente a punire l’intervento scorretto .Se il fallo però provoca un rigore,la chiara occasione da gol viene ripristinata, quindi l’espulsione non ha più senso (il rigore è la massima punizione nel calcio).Parlando poi dei portieri che cercando di fare il proprio lavoro(parare) provocano un rigore sono puniti 3 volte (rigore,espulsione e il salto della partita successiva)francamente la regola viena travisata in maniera inconcepibile e si deve porre rimedio a tali incongruenze.

Lascia un commento

Per inviare un commento devi eseguire il login


Campionato Amatori Settore Giovanile Terzo Tempo A tutto carnico

Per la tua pubblicità

Ufficio Pubblicità
Telefono: +39 0433 40690
Email: spot@rsn.it